La Palazzina di Caccia di Stupinigi è uno dei più altisonanti complessi del Barocco-Rococò europeo, architettura d’eccellenza che custodisce al suo interno arredamenti originari, prestigiosi esemplari di ebanisteria piemontese, sculture di marmo e di legno, dipinti e affreschi, lungo un percorso museale che attraversa 137 camere e 17 gallerie.

La Palazzina di Caccia di Stupinigi venne perfezionata lungo tutto il Settecento, con il contributo di diversi architetti, quali Giovanni Tommaso Prunotto, Benedetto Alfieri e Ludovico Antonio Bo, che completarono l’opera senza comprometterne l’unità stilistica. Il complesso architettonico è caratterizzato da una bilanciata simmetria assiale: dal corpo centrale, il Salone d’Onore a pianta ovoidale e con maestose vetrate, si sviluppano quattro ali che creano un doppio cortile, il Cortile d’Onore esagonale nella facciata nord-est, e i giardini, dietro la Palazzina.

Nei giardini, oggi delimitati dalla rotonda di Viale Torino e definiti Parco interno, realizzati a partire dal 1740 dal garden designer francese Michael Bernard, è possibile vedere esemplari secolari di querce e carpini: dal 1827 per 25 anni era l’area dedicata all’elefante Fritz, regalo del viceré d’Egitto, Mohamed Alì, a Re Carlo Felice di Savoia.

Simbolo della Palazzina il Cervo di bronzo del 1745 che simboleggiava la destinazione dell’edificio, prodotto da Francesco Ladatte, Scultore in Bronzi di Sua Maestà, che ha eseguito anche i pregevoli candelabri del Salone d’Onore. In epoca recente il Cervo originale, posizionato sulla cupola centrale di rame, è stato sostituito da una copia e oggi è esposto all’interno, all’inizio del percorso museale.

Nel 1997 la Reggia di Caserta e l’area archeologica di Pompei vengono iscritte nella “World Heritage List” Unesco: in quell’anno nella lista viene inserita anche la Palazzina di Caccia di Supinigi, tra le “Corone di Delizie” delle Residenze della Real Casa di Savoia destinate alla pratica venatoria e al loisir della corte.
A 10 km in linea retta in direzione sud-ovest rispetto al Polo Reale, la Palazzina di Caccia di Stupinigi è un sublime complesso monumentale architettonico di periodo barocco, commissionato da Re Vittorio Amedeo II nel 1729 a Filippo Juvarra, architetto di corte Savoia, come residenza dedicata a luogo di festa prima e dopo le grandi battute venatorie.
5 novembre 1731: la Palazzina viene inaugurata e nella sua secolare storia ospita balli, banchetti e visite di Stato, fu residenza estiva eletta della famiglia reale fino ai primi del Novecento. Napoleone la scelse come casa di campagna nel 1803 e fu anche residenza di Paolina. Le nozze di Vittorio Emanuele II, allora duca di Savoia, con Maria Adelaide di Lorena si celebrarono lì nel 1842. Residenza estiva della regina Margherita dal 1900 al 1919.

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